Da Tavani a Osiccio di Sopra
Un tratto della strada per Osiccio

Da Tavani a Osiccio di Sopra

PartenzaDestinazioneDurataDislivello
Tavani – zona industrialeOsiccio di Sopra1h15+700m ~
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Partenza

Auto / bicicletta

Arrivando in auto si può parcheggiare nella zona industriale. In alternativa ci sono pochi parcheggi lungo la via Valeriana e nella parte alta della via Tavani.

Per chi fosse in bicicletta purtroppo non c’è un area adibita, ma la si può lasciare vicino alla chiesa.

Mezzi pubblici

Tavani è servita solo dagli autobus della STPS. C’è una fermata appena oltre il confine con Piantedo proprio vicino alla chiesa.

Il percorso

Se abbiamo lasciato l’auto in zona industriale ci incamminiamo verso sud, se invece è nel parcheggio di via Valeriana andiamo verso Ovest. Raggiungiamo in ogni caso la chiesa di Santa Croce. C’è una fontana sempre aperta risalente al … . Conviene rifornirsi perché non troveremo altre fontane lungo il percorso.

Proseguiamo verso sud. La strada sale costeggiando il torrente Madriasco, che segna il confine con Piantedo. Si raggiunge il centro storico della frazione, dove passa anche il Sentiero del Viandante e il Cammino Mariano delle Alpi. Originariamente la maggior parte delle persone abitava qui e in basso c’erano solo stalle. Oggi i residenti sono principalmente sulla via Valeriana. È presente ancora oggi un mulino seppur non più funzionante, e senza la ruota, purtroppo danneggiato ulteriormente dal maltempo del 2019.

Si può imboccare il sentiero che sale a Verdione da due punti diversi.

  • Prima di svoltare a sinistra, dove c’è il cassonetto dei rifiuti e vicino al ponte ad arco.
  • Seguendo la strada prima di un prato recintato. Circa dove finisce il tratto con fondo cementato.

Le due alternative si riuniscono poco più in alto.

Il sentiero prosegue ben visibile fino a raggiungere un primo gruppo di case abbandonate. Passando alla loro sinistra si sale in diagonale raggiungendo il torrente detto “la Valle”, che dobbiamo attraversare.

Ci sarebbe un’alternativa che sale più ripida passando vicino alla casa abbandonata, poco sopra le altre, che vediamo da sola sulla sinistra. Purtroppo questa alternativa è poco visibile e in brutte condizioni: seguiamo il percorso “principale”.

Attraversato il torrente si risale sul dosso che lo divide dal Madriasco. il torrente che segna il confine con Piantedo. Noi dobbiamo salire, ma qui scendendo di pochi metri potremmo ritrovare il Sentiero del Viandante.

Proseguiamo salendo il sentiero è ben visibile e in condizioni più che accettabili, anche se i segnavia (numero 3) non sono stati mantenuti negli anni.

Quando arriviamo in una zona pianeggiante un grosso masso ci segnala che siamo quasi arrivati a Verdione.

Pochi metri e di nuovo troviamo il torrente: eccoci a Verdione, località che si sviluppa tra Delebio e Piantedo. Tra il primo tornante della cosiddetta “strada nuova” per Osiccio e la strada che porta alla Chiesa di San Rocco da Piantedo. Oltre a vecchie case e stalle diroccate ci sono varie case rinnovate anche di recente e utilizzate nei mesi estivi o nei fine settimana.

Prima del guado, sulla destra inizia un sentiero che sale ad alcune case sulla parte più verso Piantedo di Verdione, ma non dobbiamo andare qui e comunque i primi metri di questo tracciato sono difficili da individuare.

Proseguiamo dritti sul sentiero principale, attraversiamo il torrente dirigendoci ad un altro grande masso. Il sentiero salirebbe alla sua destra, dove vediamo che il torrente si biforca per poi proseguire sul ramo destro (sinistro per noi che guardiamo da giù) di quest’ultimo, infatti lì si vede ancora il segnavia. Dato che è diventato difficoltoso questo tratto prendiamo un’alternativa: passiamo a sinistra del masso e addentriamoci nel bosco.

In azzurro il percorso consigliato, in rosso quello ufficiale

Seguendo un sentiero troviamo un piccolo edificio (un cantinino seminterrato): qui giriamo a destra. Seguendo il piccolo sentiero torniamo vicino al torrente, sul sentiero principale. Giriamo a sinistra allontanandoci dal corso d’acqua. Seguiamo il percorso aggirando sulla sinistra delle vecchie case, qui il sentiero diventa una strada privata che seguiamo fino a raggiungere la sbarra e la strada per Osiccio con fondo cementato.

La strada per Osiccio

Saliamo fino al tornante, qui si potrebbe prendere una scorciatoia ma noi proseguiremo seguendo la strada. Prima di una curva a sinistra, attaccato al parapetto del ponte, si trova un segnale, per la verità poco leggibile, che indica Verdione.

Qui seguiamo il sentiero che sale abbastanza ripido all’inizio ma poi diventa pianeggiante. Ad un certo punto incontreremo una baita ben tenuta con un grande prato. Il sentiero aggira la baita scende costeggiando la sua recinzione e poco dopo fa una curva molto netta a sinistra (che senza attenzione non si nota). Se invece proseguiamo dritti scendiamo tornando al primo tornante della strada: andiamo a sinistra.

FOTO NON ANCORA DISPONIBILE

Il sentiero ben tenuto e visibile porta fino alla chiesa di San Rocco di Piantedo. Ma noi circa a metà lo lasciamo svoltando a sinistra. Questo percorso sale fino a poco prima del terzo tornante della strada, proprio vicino alla strada diventa un po’ stretto, ma mai pericoloso.

FOTO NON ANCORA DISPONIBILE

Tornati sulla strada si può proseguire a destra seguendo quest’ultima fino alla meta. Noi invece useremo un altro sentiero. Svoltiamo quindi a sinistra sulla strada e raggiungiamo il punto panoramico del Dosso della Mida.

Qui si ha un’ottima visuale sul Pian di Spagna e l’alto Lario ed è dove parte il nostro sentiero. Questo è ancora molto ben tracciato ed era molto utilizzato quando per alcuni anni la strada nuova, allora in costruzione, terminava qui.

Saliamo un primo tratto ripido e poi un lungo tratto pianeggiante, fino a raggiungere la località Bogiul, una strada e il parallelo sentiero risalgono per pochi metri fino alla strada per Osiccio, che torniamo a percorrere.

Con una decisa curva a destra ci troviamo su una strada chiusa con una sbarra. Qui si sale alla “Cascina del Dottore”, la sbarra chiude l’intero passaggio ma il sentiero è stato “distrutto” per la costruzione di questo accesso carrabile. Imbocchiamo questa strada sterrata e saliamo fino alla cascina del Dottore, ci troviamo in un prato e noi svoltiamo a sinistra e passando a fianco della casa ci avviamo in un ampio sentiero. Arriveremo fino alla località Valorga, qui c’è anche una fontana, che una volta era alimentata dalla soprastante sorgente.

La Valorga è anche il punto in cui termina la strada che da accesso alle baite di Osiccio di Sopra.

Seguiamo quindi la strada, alla prima casa possiamo godere nuovamente di un’ottima visuale. Proseguiamo e troviamo sempre più baite fino a raggiungere il centro di Osiccio. Giungiamo anche ad un incrocio che è degno di nota perché la strada che sale verso la Piana di Piazza Calda e scende verso Osiccio di Sotto è la mulattiera della prima guerra mondiale e fa parte della Gran Via delle Orobie o Sentiero Andrea Paniga.

Qui sotto c’è anche quello che è stato luogo di incontro serale dei ragazzi ovvero il cosiddetto pratone, quello che separa Osiccio di Sopra da Osiccio di Sotto.

Proseguendo verso est la strada incontra molte altre baite e si avvicina al cosiddetto “deserto” ovvero il prato soprastante Osiccio che un tempo era molto più vasto con il bosco ben più arretrato. Qui si poteva salire fino alla Piana di Piazza Calda da un sentiero che oggi non è piu visibile.

Sopra il Deserto, dentro quello che oggi è bosco ma una volta era prato, c’è un muro che segna un ideale confine di Osiccio. Appena al di sopra di esso si trova un sentiero, che seppur difficilmente individuabile in alcuni punti porta fino alla Capanna Vittoria.

Tornando a noi, Osiccio fino ai primi anni 2000 era meta di villeggiatura, nonostante l’assenza di una strada carrabile. L’unico accesso era con la mulattiera militare, percorribile solo da fuoristrada con ridotte. A Delebio infatti erano diffusissime varie Suzuki, Daihatsu e Mitsubishi. Inoltre andando più indietro nel tempo c’era una teleferica per rifornirsi di cibo e pane fresco.

Ancora oggi la località non è raggiunta dalla corrente elettrica. Quindi sono diffusi i pannelli fotovoltaici da molti anni per sostituire le candele o le lampade a gas. Per conservare i cibi ci si affida a cantine chi le ha, oppure ai frigoriferi trivalenti, alimentati a gas.

Oggi Osiccio è ancora molto frequentato nei mesi estivi e al punto che si ritrovano i ragazzi, si organizzano piccoli eventi. Ad esempio un torneo scopa o i fuochi d’artificio a ferragosto con una piccola festa.

Ancora oggi i prati servono i bovini durante la transumanza. Qui si fermano alcuni giorni prima di raggiungere i pascoli di Panzone e dell’alpe Legnone.

Proseguendo lungo la strada raggiungiamo il parcheggio e un altro incrocio. Una strada scende tornando indietro ed è quella che passando nel pratone a metà tra Osiccio di Sopra e di Sotto scende a Verdione e Delebio. Le altre due, davanti a noi, sono una pianeggiante che porta a Canargo e da lì al Ponte del Dosso o in Valpianella e l’altra in salita che passando dalla Capanna Vittoria e da Campo Beto porta a Piazza Calda e oltre.

In questo incrocio c’è il grande cartello in legno con il nome della località curato dai proprietari. E anche una renna di legno, quasi una mascotte che è stata creata anche in vari esemplari piccoli da una persona che ha casa qui.